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Acne
Trattamenti acne
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L’acne volgare è un’infezione dell’unità
pilo-sebacea, caratterizzata da focolai infiammatori
con la presenza di comedoni, pustole, papule,
noduli, ascessi, cisti e cicatrici.
L’insorgere dell’acne volgare è dovuta
principalmente a quattro fattori:
● ostruzione del canale pilo-sebaceo da ipercheratosi del dotto escretore della ghiandola
sebacea;
● la produzione di sebo, sia come quantità che
come qualità;
● i cambiamenti biochimici dei lipidi sulla
superficie
● modifica della flora batterica.
Tutti questi fattori sono direttamente, ma anche
indirettamente, responsabili della produzione dei
livelli di androgeni delle gonadi, del surrene e dei
tessuti periferici.
Questi quattro elementi uniti tutti insieme
portano come conseguenza un peggioramento
nell’infiammazione dell’acne.
In ogni caso, non si capisce ancora quale sia la
prima causa scatenante dell’acne e neanche perché si
siano delle differenze così evidenti tra un paziente
e un altro.
Probabilmente la prima fase è quella che va a
modificare il processo di cheratinizzazione nel
follicolo, determinare l’ipercheratosi del canale
follicolare e conseguentemente va ad intasare
l’unità pilo-sebacea fino a produrre una lesione
dell’acne: il comedone. Come variante di questo
concetto tradizionale, nasce la teoria del “deficit
primario di acido pantotenico”, ovvero vitamina B5.
Sappiamo che questa vitamina gioca un ruolo molto
importante nel metabolismo cellulare, aiutando la
formazione del coenzima A , che forma l’acetato
attivo, è essenziale per la sintesi del colesterolo
e degli acidi grassi. La sua carenza, perciò,
provoca interruzione della biosintesi e ossidazione
di alcuni acidi grassi, ipercheratosi, dermatiti,
perdita precoce dei capelli grigi. La sua assenza,
però, è da considerarsi una rarità visto
l’abbondanza di questa vitamina negli alimenti,
perciò, probabilmente alcuni pazienti non riescono
più ad assorbire questa vitamina.
Ostruzione del canale pilo-sebaceo :
ipercorneificazione
I pazienti affetti da acne hanno un’
ipercorneificazione che si manifesta con comedoni
aperti o chiusi. La causa non è ancora chiara, ma
l’ipotesi è la solita, cioè l’effetto androgeno
provoca un’azione irritante dei lipidi del sebo nel
canale follicolare, infiammando ulteriormente la
zona, aumentando così, il proliferare di batteri e
delle cellule epiteliali, formando così,
un’ostruzione del canale che non permette al sebo,
che continua ad essere prodotto dalle ghiandole, di
uscire, formando la prima lesione dell’acne: il
comedone chiuso o punto bianco.
I comedoni spesso contengono piccoli peli e germi
che sono responsabili della reazione infiammatoria
Idratazione
L’idratazione della cheratina (il principale
componente dello strato corneo) diminuisce l’
orifizio follicolare e perciò aggrava l’acne. Questo
spiga il perché del peggioramento dell’acne in
alcuni pazienti che lavorano in lavanderie o cucine.
Colonizzazione batterica
Nelle persone affette da acne vi è un incremento
della produzione del sebo rispetto alle persone
normali. Questo non dipende solo dalle ghiandole
sebacee, ma ci sono altri fattori , batterici o
metabolici, che aiutano l’aumento della produzione
di sebo. Probabilmente l’acne inizia nella pubertà a
seguito di stimolazioni androgene. Esistono molti
dati che fanno capire quanto il grasso svolge
un’azione importante in queste condizioni.
E’ stato dimostrato che il sebo dei pazienti
affetti da acne presenta un livello di acido
linoleico minore, che comporterebbe l’ipercheratosi
Si può controllare l’acne mediante l’inibizione
della ghiandola sebacea attraverso la
somministrazione di estrogeni o anti-androgeni.
La radioterapia riduce la produzione di sebo.
Gli acidi grassi liberi sono coloro che
all’interno del sebo svolgono un’azione molto
importante nel causare l’infiammazione. Per i motivi
citati sopra si verifica che nei periodi di seborrea
l’acne si aggrava, anche se bisogna ricordare che i
pazienti affetti da seborrea non hanno l’acne.
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