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Acne e Omeopatia

L’acne, come tutti i disturbi della pelle, è un inestetismo tenace e molto resistente. Curarla necessita di tempo e di molta pazienza, e spesso i risultati non soddisfano pienamente le aspettative. E’ vero che ci sono cause ambientali, fisiologiche e ormonali che concorrono al progredire di questo disturbo, ma esistono anche cause psicologiche, come lo stress. Ecco perché l’omeopatia cerca di intervenire sula salute psichica dei soggetti affetti da questo tipo di inestetismi, usando gli oli essenziali.

Gli oli essenziali vanno usati con cautela, perché una dose massiccia può avere conseguenze anche letali. Vanno sempre diluiti o mischiati a una crema neutra, onde evitare di provocare arrossamenti, ulteriori irritazioni o eritemi, oltre a bruciore e allergia. Non sono oli idrosolubili, cioè che si dissolvono a contatto con l’acqua, bensì con olio di jojoba o di mandorle. Nonostante siano degli oli e che alle pelli impure sia fortemente sconsigliato usare prodotti a base grassa, nei trattamenti per l’acne sono consigliati gli oli essenziali di limone, lavanda, Tea Tree Oil e Achillea.

Il Tea Tree Oil in particolare è l’olio essenziale più indicato per asciugare l’infiammazione e pulire il follicolo. Esso è estratto dalla pianta australiana della Melaleuca Alternifolia, della stessa famiglia della pianta dell’eucalipto. Ha una profumazione molto fresca e balsamica, inoltre basta metterne anche solo una goccia per combattere gli inestetismi acneici. E’ importante evitare la zona occhi, perché è fortemente irritante e causa bruciore. Come il limone, anche la Melaleuca ha proprietà astringenti, mentre la lavanda e l’Achillea hanno entrambe proprietà disinfettanti.

I migliori oli essenziali vengono venduti puri in boccette da 10 ml, ma se non ci si sente di procedere alla diluizione da soli, si può chiedere all’erborista di fare una preparazione personalizzata. Egli provvederà a dosare e miscelare i vari oli essenziali e non si dovrà fare altro che attenersi alle sue indicazioni per l’uso.

Cerotti per i punti neri Nivea

Cerotti per i punti neri Nivea I cerotti per i punti neri Nivea sono l’ideale per contrastare i comedoni, cioè i punti neri. La formazione di un punto nero è semplice da spiegare: succede quando i pori della pelle si ostruiscono e non riescono ad espellere il sebo. L’ideale sarebbe quello di purificare la pelle e detergerla con prodotti specifici per l’acne, ma ala lunga possono portare alla secchezza dell’epidermide e desquamazione. Ecco perché Nivea ha creato degli speciali cerotti da applicare localmente, in modo da estirpare i comedoni in maniera del tutto innocua e veloce.

La zona T, che sarebbe la zona compresa tra fronte, naso e mento, spesso e volentieri è la più ostruita al sebo e dalle impurità, Solo un trattamento concentrato può aiutare a debellare i comedoni, i quali sono particolarmente resistenti specialmente in questa zona. Nivea ha creato queste speciali strip ergonomiche, cioè che sono state strutturate per adattarsi perfettamente alla forma della parte interessata.

Il cerotto contiene uno speciale componente che viene attivato con l’acqua. In pratica, è questa sostanza che si attacca alle impurità e le estirpa, liberando così i pori e il loro interno. E’ sufficiente inumidire il mento, la fronte o il naso e far aderire perfettamente il patch, per il tempo indicato sulla confezione. Sarà sufficiente rimuoverlo con uno strappo deciso, appunto come si farebbe con un cerotto. I risultati sono visibili immediatamente: la pelle risulta più liscia e purificata, senza imperfezioni, i pori sono meno visibili e puliti in profondità. La speciale forma dei cerotti permette di arrivare anche nei punti più difficili , come i lati del naso. Può capitare che alcuni comedoni siano ancora presenti, ma sarà sufficiente ripetere il trattamento secondo i tempi indicati sulla confezione. Non è consigliabile, infatti, fare questo trattamento molto speso, per evitare irritazioni e rossori da strappo.

3 consigli

Combattere l’acne: tre piccoli passi

3 consigliPer combattere e contrastare l’acne esistono moltissimi rimedi, alcuni dei quali sono sicuramente molto interessanti e possono davvero risolvere il problema di questa fastidiosa ed antipatica “malattia” della pelle.

Vediamo insieme qualche consiglio utile a contrastare il problema dell’acne:

  1. Riconoscere il tipo di acne è il primo passo per combattere definitivamente questo problema. In questo può essere utile consultare il medico di base, ma una visita specialistica presso un dermatologo è certamente la chiave per proseguire nella giusta strada;
  2. Se l’acne si presenta in età giovanile, non occorre allarmarsi subito e soprattutto non è necessario iniziare a testare tutti i rimedi possibili. In moltissimi casi, l’acne si dissolve da sola, nel giro di poco tempo: potrebbe essere un danno, invece, ricorrere a disastrosi rimedi fai da te;
  3. Curare il proprio aspetto fisico e la propria alimentazione è uno dei passi principali da compiere, non solo per stare bene con sé stessi ma anche per limitare il problema dell’acne: ricordate il motto “mens sana in corpore sano”? Certo, con questo non vogliamo cadere nel luogo comune che “chi mangia troppa cioccolata avrà problemi di acne”, ma se esiste una predisposizione a questa malattia, è bene combatterla sin dal principio facendo attenzione a ciò che si mangia ed ai segnali del proprio corpo.

Diagnosi dell’acne

La diagnosi dell’acne non è sempre facile, soprattutto perché, come più volte abbiamo visto, i tipi di acne sono davvero molteplici e spesso talmente simili tra di loro da non riuscire a comprendere, ad una prima vista, di che tipo di acne un paziente sia affetto. Continua a leggere

Classificazione dell’acne

Classificazione dell’acne in base alla presenza di comedoni, pustole e papule

L’affezione da acne, come abbiamo più volte notato, non è un fatto prevalentemente giovanile, ma per diverse motivazioni può colpire anche la popolazione adulta. Inoltre, essa si presenta in diversi modi e con diverse caratteristiche che possono aiutare soprattutto il medico a comprendere di che tipo di acne soffra il suo paziente, quali possono essere le cause e quali, ovviamente, le cure da seguire.
Classificazione delle caratteristiche dell’acne: Continua a leggere

Un tipo di acne frequente tra le donne: l’acne Mentoniera

L’acne può essere classificata tra le malattie della pelle curabili – nei casi più semplici e meno gravi – attraverso rimedi non troppo invasivi – molto di moda sono i classici rimedi fai da te, anche se non tutti sono realmente validi e non tutti questi metodi sono efficaci; infatti, alcuni di questi rimedi possono solo peggiorare irreversibilmente la situazione – mentre nei casi più specifici e più seri analizzati da medici specializzati o dermatologi in grado di costruire un quadro clinico e psicologico e di fornire quindi un pronto intervento più consono alla situazione.
Una tra le forme di acne che più colpisce le donne, soprattutto tra i 25 e i 30 anni, è la cosiddetta acne Mentoniera, ovvero una malattia della pelle che può presentare delle associazioni con dismenorrea, ovaio policistico o endometriosi e che può avere inizio con il ciclo mestruale. Essa colpisce in particolare le zone del corpo come guance, mento, collo, spalle, braccia, gambe e glutei, mentre la più fastidiosa è quella che colpisce appunto il viso, ovvero mento e guance.
La causa principale dell’acne mentoniera è da rintracciarsi negli ormoni e nei cambiamenti ad essi associati, ma possono incidere anche stress, irregolarità della dieta e eccesso di tossine nel corpo.
Come trattare questo tipo di acne?
Poiché, come è facile immaginare, essa si presenta soprattutto nei periodi immediatamente precedenti al ciclo mestruale, condurre una vita adeguata attraverso una alimentazione sana può aiutare a risolvere, o comunque a prevenire, l’insorgere e la presenza di questa malattia. Un farmaco molto utilizzato per l’acne del mento è l’accutane, un farmaco che va utilizzato con molta cautela e soprattutto sotto stretto consiglio medico, in particolar modo nel periodo relativo alla gravidanza.
Un metodo altrettanto efficace può essere quello di lavare il viso con un detergente delicato e applicare delle creme specifiche qualche giorno prima dell’inizio del ciclo e per tutta la sua durata.

Acne escoriata: come si presenta e come curarla

Quando non riusciamo a resistere alla tentazione di grattarci in prossimità di un brufolo o, nel peggiore dei casi, di “spremerlo”, dovremmo essere a conoscenza delle conseguenze che questi gesti inconsulti potrebbero causare alla nostra pelle: alla lunga, infatti, il fatto di fissarsi su un brufolo o punto nero e continuare a grattarlo, può creare una fastidiosissima irritazione e soprattutto può infettare la pelle circostante creando non pochi fastidi e problemi fisici.
Si tratta dell’acne escoriata, quel tipo di acne, per l’appunto, che proviene da un trattamento invasivo ed errato, e dai cosiddetti “rimedi fai da te” che possono seriamente compromettere la salute della pelle: essa è letteralmente causata dalla spremitura e schiacciamento dei brufoli, e non è un caso che molte delle persone – in genere di sesso femminile e di età non troppo avanzata, vicina alla pubertà ed alla adolescenza – che passano ore davanti allo specchio per spremere e tentare di eliminare i brufoli in eccesso siano proprio la maggior parte delle persone affette da questo tipo di acne, che può avere inizio come una semplice e banale acne vulgaris, ma che alla lunga  è spesso accompagnata da iperpigmentazione post-infiammatoria.
Questo significa che il tentativo – diciamo maldestro – di migliorare la situazione “torturando” la nostra pelle, può rivelarsi nocivo per la salute e portare ad un ingrandimento delle macchie e dei brufoli in grado di infettare le zone circostanti e di causare delle ferite irreversibili, ovvero le tanto odiate cicatrici.
Come comportarsi di fronte ad un inizio di acne escoriata?
Le rotture della pelle causate da questo tipo di acne possono essere trattate con una crema ad uso topico o con farmaci specifici che vanno sempre prescritti da un medico – meglio se dermatologo– in grado di valutare la situazione e stabilire se è il caso di procedere a trattamenti più intensivi, come ad esempio l’uso degli antibiotici in casi di infezioni gravi.

Acne cistica e le cure più conosciute

L’acne è certamente una malattia piuttosto comune, che può colpire diversi individui, che si tratti di uomini o donne, persone di pelle chiara – la forma più comune di questa malattia della pelle colpisce soprattutto donne di pelle chiara – ma anche orientali e individui di colore, adulti o adolescenti, ed addirittura neonati – è nota, infatti, l’acne del neonato, conosciuta anche come acne neonatorum, che può colpire un neonato a partire dalla terza settimana di vita e che, fortunatamente, scompare nel giro di qualche mese.
In dermatologia, nel corso degli anni e con la diffusione di sempre maggiori forme di acne, si è per fortuna riusciti a trovare una cura ed un trattamento a tutte le forme di acne, a partire dalle più delicate e meno pericolose, fino a quelle più gravi e severe – ne è un esempio l’acne conglobata o acne severa.
Tra le forme più gravi ricordiamo la cosiddetta acne cistica, che oltre ad essere in grado di modificare i lineamenti del viso è anche molto difficile da curare e da fermare: essa si verifica nel momento in cui le ghiandole sebacee producono più sebo del normale che va a confluire nel follicolo pilifero, che, ostruito, non riesce ad espellere il sebo in eccesso ed allarga sempre più la dimensione delle cisti.
Essa è causata appunto dall’espansione delle aree infette della pelle, in cui le cisti, proprio perché infette, possono portare parecchio dolore. Per il trattamento di questa forma di acne viene di solito utilizzato il perossido di benzoile, l’acido salicilico, resorcina e zolfo, prodotti che possono essere acquistati in farmacia senza l’obbligo di prescrizione medica, ma sull’uso dei quali è sempre buona norma consultare un dermatologo, soprattutto per le forme più gravi e severe, perché solo l’esperienza di un buon medico può migliorare la situazione attraverso antibiotici, sia per via orale che topici.

Acne cosmetica: attenzione ai prodotti “comedogeni”

L’acne cosmetica è classificabile tra i diversi tipi di acne esogena, tra i quali bisogna ricordare l’acne di Maiorca, l’acne meccanica, l’acne iatrogena, la pseudo acne e l’acne professionale: il suo insorgere, come è intuibile dal nome con cui viene chiamata, è strettamente collegato ad un uso spropositato – o errato – dei diversi cosmetici esistenti in commercio e tanto amati dalle donne o dia altre preparazioni ad uso topico contenenti principi comedogenici, come gli oli minerali e la lanolina, che possono ostruire i pori non permettendo alla pelle di respirare e causando la formazione dell’acne.
Se è vero che fino agli anni 70 e 80 questo tipo di acne era particolarmente diffuso a causa della preparazione dei cosmetici non troppo “controllata”, oggi dermatologi e case produttrici prestano molta attenzione alla composizione dei cosmetici, affinché essi non siano formulati in maniera tale da “rovinare” la pelle di chi li usa.
Oggi, infatti, è molto più facile di un tempo trovare prodotti cosmetici che rechino sulla propria etichetta “non comedogeno”, anche se non sempre la scarsa diffusione e la poca informazione su questo tipo di acne inducono le donne a prestare attenzione a questo tipo di formulazione: inoltre, è importante sapere che l’effetto che ogni cosmetico può produrre sulla pelle cambia da persona a persona, perciò non è assolutamente detto che un tipo di cosmetico “comedogeno” possa indurre in un individuo l’acne cosmetica.
Inoltre, solitamente non ci si accorge subito che questo tipo di acne è causata dall’utilizzo di cosmetici, ed i sintomi possono aumentare con il tempo e con l’uso continuato del cosmetico “colpevole”: per far fronte a questo tipo di acne, in genere non è necessario nessun trattamento specifico. Basta infatti “prendere per tempo” questa malattia e sospendere l’uso del cosmetico, prestando attenzione in futuro ad acquistare prodotti più adatti alla propria pelle.

Acne cheloide o cheloidea: cause, sintomi e cura

Tra le forme più traumatiche di acne è bene ricordare l’acne cheloide, detta anche cheloidea: essa, conosciuta come acne cheloide nucale poichè si forma soprattutto sulla nuca di persone giovani di colore, é caratterizzata da noduli infiammati e lascia cicatrici sulla nuca e anche sul cuoio capelluto.
Questo tipo di acne è sostanzialmente diverso da tutti quelli più o meno conosciuti, in quanto rispetto agli altri tipi – tra cui ricorderemo la classificazione di acne esogena ed endogena – essa non si rivolge principalmente a persone dalla pelle chiara, ma a persone giovani di colore, anche se negli ultimi si sta diffondendo negli europei e negli americani, e in alcuni casi colpisce anche le donne.
L’acne cheloide è stata descritta per la prima volta dal dottor Adamson nel 1914, che ne determinò per primo sintomi iniziali ed eventuali cause, specificando il fatto che non fosse chiara la presenza di collegamenti tra l’acne cheloide con le altre forme di acne, anche se nelle fasi iniziali della follicolite cheloide possono presentarsi piccoli follicoli piliferi infiammati nella zona occipitale del cuoio capelluto e nella parte posteriore del collo che se non trattati possono dare vita a grandi macchie, formando delle placche che lentamente si espandono in tutta la zona del collo.
E’ utile ricordare che, nei casi in cui si sospetta di essere affetti da questo tipo di malattia della pelle, è importante consultare immediatamente un medico che possa indicare la cura più adatta da seguire per evitare un protrarsi della malattia ed un suo eventuale peggioramento: tra i farmaci più utilizzati, creme, lozioni o gel per uso esterno come la tretinoina, la clindamicina ed eventuali preparazioni topiche di steroidi o di cortisone, ma anche farmaci per via orale come antibiotici e steroidi tra cui la tetraciclina.

L’acne fulminante o febbrile ulcerativa

Tra le varie forme di acne che possono colpire un individuo, ne esistono di più o meno gravi, che possono decisamente debilitare non solo la prestanza fisica di una persona, ma anche la parte psicologica: tra esse, una forma rara, devastante e molto grave che si presenta in modo improvviso dopo un trattamento riuscito di un’altra forma di acne soprattutto nel sesso maschile, e che può colpire nella pubertà, solitamente intorno ai 13 anni di età.
Stiamo parlando dell’acne fulminans o acne fulminante, detta anche acne febbrile ulcerativa, che si può indicare tra i diversi tipi di acne endogena: si tratta, in realtà, di una brusca insorgenza di acne conglobata che di solito colpisce i giovani.
Come si presenta:
Generalmente questo tipo di acne ha inizio con un dolore acuto ed una tipica infiammazione delle articolazioni. A questi sintomi seguono febbre, abbassamento dei globuli bianchi nel sangue, gonfiore dei linfonodi situati alla base del collo, rigidità al collo e conseguente gonfiore dei nodi. Con il passare del tempo, questi sintomi possono aumentare, soprattutto per quel che riguarda l’infiammazione e la perdita dell’appetito: la conseguenza di quest’ultimo sintomo è una forte debilitazione fisica, con una sostanziale perdita di peso e l’atrofia dei muscoli, che piano piano portano al declino delle capacità fisiche.
Il trattamento dell’acne fulminante
Quando i sintomi diventano così debilitanti si deve spesso ricorrere al ricovero, che deve durare quanto meno due settimane: durante questo periodo il paziente viene testato in particolar modo nella struttura scheletrica e nel tratto digerente, e verranno aperte delle piaghe della grandezza di una moneta, nella parte superiore del tronco.
E’ importante sapere che di fronte a questo tipo di acne è sempre meglio consultare un medico, poiché se non curata in tempo può portare dei seri problemi: tra i farmaci utilizzati, gli antibiotici, i farmaci antiinfiammatori, e gli steroidi per via orale.

Tra le forme di acne endogena, l’acne severa: diagnosi, terapia e diffusione

L’acne severa rientra tra le tipologie di acne endogena, ed è così chiamata perché la sua presenza è piuttosto scomoda e non sempre del tutto eliminabile: per capirci, essa è la forma più grave di acne, caratterizzata di solito dalla presenza di lesioni nodulari e cistiche con tendenza alla formazione di uno pseudo-ascesso che contiene solitamente pus sterile.
Questo tipo di acne colpisce con una certa frequenza i soggetti maschi, di età compresa tra i 25 e i 40 anni, e non è classificabile tra le forme più rare di acne.
Le zone che questa malattia della pelle colpisce maggiormente sono soprattutto il dorso ed il torace nel caso in cui essa colpisca gli uomini; le zone ascellari, mammarie ed inguinali nel caso in cui sia presente in individui di sesso femminile. Come è chiaro, quindi, non ha la tendenza a manifestarsi sul viso, ed anticamente essa veniva chiamata idrosadenite, perché caratterizzata dalla formazione di grossi ascessi con tendenza alla fistolizzazione e con fuoriuscita di materiale liquido sterile, molto simile al pus.
In casi in cui essa colpisca il cuoio capelluto, possono formarsi degli ascessi con esiti in alopecia cicatriziale il cui decorso è sostanzialmente cronico.
Non esiste una motivazione scatenante per questo tipo di acne, ma il suo manifestarsi può dipendere in principal modo da una particolare e personale reattività immunitaria: diagnosticare in tempo questa forma di acne è importante per prevenirne la sua diffusione, anche perché la terapia da utilizzare è spesso lunga e non sempre offre risultati piacevoli.
Tra le terapie maggiormente in uso, infatti, ricorderemo l’isotretinoina e ciproterone acetato – in particolare nella donna – ed in casi particolarmente gravi l’ultima spiaggia è quella di ricorrere alla chirurgia estetica per nascondere e limitare i danni dovuti a questa forma così invasiva e grave di acne, non a caso identificata come acne severa.

Diverse forme di acne endogena o acne volgare

Particolarmente frequente tra i giovani

L’acne endogena è una dermatosi cronica, detta anche acne volgare, acne polimorfa oppure acne giovanile: essa si presenta soprattutto in persone relativamente giovani ed in quel particolare momento della vita in cui si attraversa la fase della pubertà, e nonostante si protragga fino ai 25 o 30 anni, qualche volta può capitare che alcuni casi relativamente gravi vedano il protrarsi di questa malattia della pelle anche oltre i 40 anni.
Come accade sostanzialmente per tutti i tipi di acne, anche questa tipologia colpisce soprattutto individui di pelle chiara, mentre sono quasi del tutto esenti persone di pelle scura e gli orientali: essa colpisce di solito il follicolo pilifero e può accadere talvolta che sia determinata da fattori razziali o genetici.
Di questo tipo di acne ricorderemo in particolare tre sottocategorie: la più leggera, e soprattutto curabile in tempi più brevi, è l’acne lieve, comedonica e papulo – pustolosa con pochi elementi; la forma di media entità, papulopustolosa con numerosi elementi e nodulare con poche lesioni è l’acne moderata, mentre la più difficile da curare è l’acne severa, detta anche nodulare grave e conglobata.
L’acne endogena è anche chiamata acne volgare per via del fatto che si presenta soprattutto tra i giovanissimi, ed uno dei fattori di rischio è proprio la giovane età – in particolare per l’incremento di ormoni androgeni – ma non è da sottovalutare anche il clima – si diffonde soprattutto in zone caldo-umide – e l’uso dei prodotti di cosmetica, in particolar modo quelli oleosi, che possono indurre la diffusione di questa malattia della pelle.
Dell’acne endogena ricordiamo quattro forme cliniche, ovvero la comedonica; la papula – pustolosa; la nodulo cistica (che è tra l’altro una delle forme più gravi, in cui il nodulo si forma per la rottura della cisti follicolare) e la cheloidea.

L’acne esogena e le sue sottocategorie

Nella classificazione relativa alle diverse tipologie di acne bisogna soffermarsi in principal modo sull’acne cosiddetta esogena.
L’acne esogena è una tra le malattie della pelle più conosciute e più comuni che colpiscono in particolar modo i giovani e le persone di pelle chiara: di essa ricordiamo l’acne di Maiorca, l’acne meccanica, l’acne iatrogena, l’acne cosmetica e la pseudo acne.
L’acne di Maiorca, così chiamata perché è particolarmente frequente nel periodo estivo – motivo per cui essa viene anche detta “acne aestivalis” – colpisce principalmente gli individui di pelle chiara, durante la stagione estiva, e viene sostanzialmente scatenata da una esposizione improvvisa e repentina ai raggi UVA: secondo la cosiddetta teoria dell’hardening, esporsi gradualmente a questi raggi o comunque al sole può migliorare la situazione. Per combattere questo tipo di acne sono state effettuate diverse terapie, alcune delle quali – ovvero le terapie a base di tetracicline per via orale – si sono rivelate del tutto inefficaci, mentre le terapie locali a base di benzoilperossido o tretinoina – o ancora, i fototest – hanno mostrato un’efficacia non costante.
L’acne meccanica è invece una dermatosi che si presenta in maniera parecchio simile all’acne dovuta a ripetuti traumatismi locali, dovuti per esempio all’uso di particolari indumenti od attrezzature, come zaini e fibbie delle cinture, mentre l’acne iatrogena è una forma di acne volgare che viene quasi sempre provocata dall’assunzione di alcuni farmaci, tra i quali barbiturici, androgeni, corticosteroidi, alcuni antidepressivi, e vitamina B12.
Altri tipi di acne associabili a quella esogena sono, come più sopra citato, l’acne cosmetica – ovvero una manifestazione acneica dovuta all’uso di cosmetici o altre preparazioni per uso topico contenenti principi comedogenici, come gli oli minerali e la lanolina – e la pseudo acne, così chiamata per via del fatto che nonostante si presenti in maniera del tutto simile alla malattia della pelle su citata, non può catalogarsi come “acne” in quanto assolutamente priva di manifestazioni riguardanti la presenza del comedone.

Acne esogena ed acne endogena: una panoramica generale

Le diverse forme di acne conosciute è possibile catalogarle in due tipi in particolare: da un lato l’acne cosiddetta endogena, dall’altro invece l’acne esogena.

La prima, detta anche acne volgare, giovanile o polimorfa, è una vera e propria dermatosi cronica: essa può dipendere da diversi fattori, si manifesta in diversi modi ed è generalmente localizzata su viso, spalle, dorso e regione pettorale del torace.

Questo tipo di acne giovanile esordisce di solito alla pubertà e si affievolisce con il passare degli anni, tra 25-30 anni di età, anche se in alcuni casi può protrarsi fino ai 40 anni.

Esistono tre tipi di acne giovanile:

-acne lieve;

-acne moderata;

-acne severa.

Come è facile immaginare, l’ultimo tipo elencato è sicuramente il più grave, e può presentarsi come acne nodulare grave e conglobata.

L’acne esogena, invece, può presentarsi in diverse tipologie: ne è un esempio la cosiddetta “acne di Maiorca”, chiamata anche acne aestivalis, ovvero una manifestazione papulosa che si presenta generalmente nella stagione estiva, protraendosi talora anche nei mesi invernali. Questo tipo di acne è scatenata dall’esposizione repentina a lampade UV-A o al sole e può manifestarsi con piccole papule localizzate su spalle, avambracci e petto, rivolgendosi particolarmente a persone di carnagione chiara.

Altri tipi di acne esogena sono l’acne meccanica, l’acne iatrogena, l’acne cosmetica, la pseudo acne, e l’acne occupazionale, detta anche acne professionale o follicolare.

E’ bene ricordare che in tutti i casi, riuscire a gestire per tempo questa malattia, attraverso una diagnosi specifica e veloce, può ridurre di molto gli effetti negativi, con particolare riferimento sia a quelli propriamente fisici che a quelli psicologici: questa malattia della pelle, infatti, colpisce ogni anno moltissimi giovani e causa in essi una sensazione di disagio che si protrae con il protrarsi della malattia, e rischia di inibire anche i comportamenti.