Il sole di Marzo fa male alla pelle: il confine tra credenze e realtà

Il periodo primaverile rappresenta un momento di “trasformazione” non solo dei territori, degli alberi e dei fiori che rinascono dopo un lungo e freddo inverno, ma anche dell’uomo, che inizia ad alleggerire il suo abbigliamento in favore di giornate soleggiate ed all’insegna del relax.

Molte persone, prese dall’entusiasmo del primo sole, pregustano già i primi caldi ed iniziano a trascorrere i propri week end al mare o in montagna alla ricerca della prima tintarella da sfoggiare il Lunedì mattina in ufficio.

Ma quanto c’è di giusto in tutto questo? E soprattutto, dobbiamo (e possiamo) fidarci di questo “primo sole”?

Gli antichi sostenevano, avvalendosi di un proverbio dialettale, che il sole di Marzo non fosse poi così salutare per la pelle: “Sole di marzo, cuocimi le natiche e non cuocermi altro”, affermavano i romagnoli, visto che era loro usanza recarsi sul tetto della casa, per voltare le spalle al sole e mostrare solo quella parte del corpo nuda citata nel proverbio per scongiurare eventuali e possibili scottature.

Un altro detto popolare calabrese, recita che “Megghiu to mamma mi ti ciangi, ca u suli i marzu mi ti tingi”, per indicare la pericolosità del sole di Marzo sulla pelle, in grado di scottare e di rendere l’epidermide secca e squamata. Lo sapevano bene soprattutto i contadini, che proprio in questo periodo, per evitare le scottature mentre si recavano in campagna o a pascolare il bestiame, si coprivano la fronte con un cappello mentre le donne erano solite portare un “fazzoletto” in testa.

Ma da dove deriva la credenza che il sole di Marzo possa far male alla pelle?

In realtà, è molto più semplice di quanto non pensiamo: nel periodo primaverile, ovvero quando il sole inizia ad esser più caldo, tendiamo ad esporci più facilmente al sole in orari non indicati per l’esposizione, aumentando, senza rendercene conto, tutti i rischi legati ad un’eventuale insolazione di cui non ci accorgeremmo data la temperatura normalmente più bassa rispetto a quella estiva.

Che poi i raggi solari, senza le dovute precauzioni, facciano male alla pelle e possano creare un effetto boomerang soprattutto per chi soffre di acne, è un fatto risaputo. Attenzione, quindi, ai primi caldi: non esponiamoci mai al sole nelle ore di punta, e mai senza una protezione solare!

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